RIFLESSIONI...

Nell'omelia della messa di questa mattina ho lasciato aperti alcuni quesiti che ci possono interpellare per fare un passo in avanti, sia a livello personale come anche a livello comunitario, in seguito a quanto è accaduto con il Covid-19.

Vi inoltro, perciò il testo dell'omelia con i quesiti e la decisione circa la messa festiva della domenica.

Mi piacerebbe che durante questi mesi estivi potessimo mettere in comune delle risposte agli interrogativi proposti o anche qualcosa di bello da condividere per un rientro "sereno" in comunità finita l'estate.

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Si condivide il testo per una riflessione da fare insieme sull'onda di quanto detto domenica.

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 Sono d'accordo, anche senza avere da subito mire troppo alte nell'attendersi dei frutti perché siamo ancora fragili.

Però se non si fa così si rischia di pensare al "prima" con lo stesso spirito con cui si guardano le vecchie foto, magari idealizzando.

C'è stato un blocco, un lutto improvviso, la differenza però è che siamo vivi e dobbiamo stare qua a trasformare le cose.

L’immagine che mi viene in mente riflettendo sui mesi appena trascorsi è quella del deserto:
solitudine, silenzio, fatica, ricerca.
La tecnologia ci ha permesso di colmare alcune lacune, ma niente può sostituire la presenza dei fratelli.
Il silenzio delle città ha fatto emergere il rumore assordante delle preoccupazioni e talvolta dell’angoscia,
E ci siamo resi conto di quanto siamo fragili e di quanto abbiamo bisogno gli uni degli altri.
Nella fatica di tenere insieme i pezzi del quotidiano cercavamo un senso a quanto stava accadendo.
Ecco allora che la preghiera si rivela indispensabile. Le parole che ci investivano da parte di medici, esperti,politici, si rivelavano spesso vuote e inutili.
E’ solo una la  Parola di cui abbiamo bisogno.
Certo Lo Spirito ha fatto sbocciare frutti di carità, solidarietà eccezionale, momenti di preghiera universale profondissima.
Come dimenticare Papa Francesco in preghiera dinanzi alla Basilica di S.Pietro?
E così, smarriti e confusi diciamo con Pietro :”Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna”
Non perdiamo questa occasione per approfondire la preghiera, l’ascolto della Parola, la partecipazione alla Messa.
Osiamo rinnovare le celebrazioni liturgiche in modo che la lode e la bellezza abbiano più spazio.
Troviamo il modo per proclamare la Parola di Dio “oltre la Domenica” condividendo con più persone possibile momenti di spiritualità, senza lasciarci tentare dalla facile soluzione delle nuove tecnologie.
Non abbiamo paura di volare alto, così forse anche i giovani si sentiranno più attratti da una proposta che risponde al bisogno di Assoluto che è dentro ciascuno di noi.
“Ecco io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?”

Spesso ci troviamo a condurre una vita frenetica, colma di impegni e appuntamenti, ma credo che sia molto importante sapersi fermare, cercare il proprio spazio e dare importanza all'ascolto e alla riflessione.

Per questo seguirò con cura e interesse il percorso di formazione spirituale di Don Francesco Cosentino.

Ringrazio lei, Padre Sergio, per averci dato questa opportunità.

Le auguro una buona e serena giornata

Ciao Sergio. Vorrei ringraziarti per il cammino spirituale che ci stai consentendo di fare pur a distanza. Finora sono riuscita ad ascoltare solo il primo audio che hai inviato (durante un turno di notte). Serve silenzio e disposizione dell'animo. Non è come ascoltare un qualunque audio. Poco per volta. E sono rimasta colpita dal "forse". Da quell incertezza e fragilità nella fede che più di ogni altra empatia unisce davvero il credente dall incredulo. Ma è anche il dubbio che spesso coltiviamo dentro di noi senza riuscire a condividerlo. Non con i credenti per non rischiare il giudizio, né con gli atei per non temere il "te l avevo detto". E si resta così a volte, con il desiderio di abbandonarsi tra le sue braccia e farci guidare nel cammino e il timore di non si sa bene cosa. In fondo di deve anche scegliere di credere, al di là di ogni ragionevole dubbio. E di ricordarsi che non noi abbiamo scelto Lui ma Lui ha scelto noi. Scusami il lungo messaggio ma la condivisione mi aiuta nella preghiera😅☺️. Un saluto dal mare della Toscana

Grazie Sergio per questa grande fonte che ci proponi sempre. Per me è vitale e bello scoprire sempre di più la grandezza di Dio

Don Sergio, sono rimasta un po' contrariata dal DIO tappabuchi. Non penso che sia falsa religiosità chiedere il suo aiuto  quando io non sono in grado di risolvere delle situazioni gravi che mi stanno a cuore.

Dio e'Padre amorevole e benevolo. E il Dio vendicativo descritto a volte nell'Antico Testamento forse era necessario per quei tempi perché era importante puntualizzare la sua potenza. È errato il mio modo di pensare?

Bello questo cammino che ci porta ad amare DIO come un Padre che ci insegna ad amare per amare non per paura o supestizione.grazie

Credere significa vivere, pensare, amare la vita e Dio lascia libero ogni uomo di decidere come condurre la propria esistenza. Ma, come sottolinea molto bene Don Francesco Cosentino, esistono spesso condizionamenti che mettono un freno ad accogliere con fiducia la parola di Gesù. Purtroppo perdurano aspetti culturali e credenze religiose ancora radicati nell'uomo contemporaneo. Le parole di Don Cosentino riescono ad infondere serenità, speranza e fiducia nel futuro. Aspetto con piacere il prossimo appuntamento sulle immagini di Dio. Grazie

Per vivere bisogna mangiare..Per l'anima bisogna relazionarsi spiritualmente...Per questo motivo, questa iniziativa e stata una ottima idea...Grazie
(Maria Rita P.)

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Grazie per queste meditazioni. Sono tutte la consolazione del Signore Gesù per me. Grazie ancora (Gabriella A.)

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In questa ultima puntata-video di don Cosentino che ci mette di fronte al rischio di credere in un Dio contabile e calcolatore sui nostri errori cresce la serenità di essere liberi di pensare,di agire,di vivere le nostre giornate pensando che comunque siamo amati e non giudicati che siamo persone uniche e Dio è come il cuore di mamma ci segue e non ci abbandona mai. (Deanna)

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Quanta verità e bellezza in queste parole!!!
(Noris C.)

La riflessione di oggi mi ha interessato più delle altre che ho trovato un po' evasive e con varie parentesi aperte. Però mi chiedo perché alcune persone devono avere non dei buchi ma degli abissi incolmabili. Cosi il disegno di Dio risulta davvero incomprensibile ed Egli può sembrare lontano. Però mi dico che Dio non dobbiamo né possiamo comprenderlo ma solo amarlo e tutto si appiana.

Ho ascoltato tutto con interesse e gratitudine. Direi che riflessioni così andrebbero desiderate spesso. Senza temere di fare come Giobbe (dubitare, contestare) per poi riuscire, come lui, a lasciarsi sorprendere da Dio. Le false immagini, in fin dei conti, oltre a mascherarLo, rendono proprio piu' pesante il nostro cammino, questa è la mia considerazione. Invece Lui è diventato uno di noi per renderci questa cosa un po' piu semplice. Volendo. E mi pare che il suggerimento finale di don Francesco vada in questa direzione.

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